Gita a Terni tra Elliott Erwitt e Cascata delle Marmore

Gita sociale a Terni il 9 aprile 2016 per la visita alla mostra Elliott Erwitt ICONS che si tiene al CAOS – Centro per le Arti Opificio Siri.
La mostra ripercorre la carriera e i temi principali della poetica del grande fotografo e artista americano Elliott Erwitt (1928), attraverso 42 scatti da lui stesso selezionati come i più rappresentativi della sua produzione artistica. Sarà esposta inoltre una serie di 9 autoritratti, esclusivi di questa mostra, che costituiscono un “evento nell’evento”.
http://www.caos.museum/evento/elliot-erwitt-icons-mostra-fotografica/
Ingresso 5 Euro, ridotto 3.5
Appuntamento alle ore 10 davanti al museo.
Secondo il numero di partecipanti c’è la possibilità di usufruire di una guida.
Pausa pranzo a scelta, al sacco o al ristorante, si stanno verificando alcuni ristoranti del posto per l’iniziativa.

Nel pomeriggio visita alla Cascate delle Marmore, dalle 16 alle 21 sarà aperta l’acqua che alimenta la cascata, dove ci si potrà divertire a fotografare la primavera Umbra.
Il costo per l’entrata al parco della cascata è di 10 euro ridotti a 6 se si è un gruppo di almeno 15 persone.
Il pagamento del biglietto d’ingresso dà diritto ai visitatori ad usufruire dei seguenti servizi:

– visita del Parco (Belvedere Inferiore, Belvedere Superiore e 5 sentieri escursionistici)
– assistenza nel Parco e nell’Area Escursionistica
– fruizione dei parcheggi, presso il Belvedere Inferiore e Superiore, a servizio del Parco

Per adesioni scrivere a [email protected]







Visita alla mostra di Daido Moriyama a Foligno

10 gennaio 2015: Romamor in Gita di Istruzione!
Partenza da Termini ore 7,58, arrivo a Foligno ore 9,54. La sede della mostra è a circa 700 metri dalla Stazione.
Rientro alle 16,40 con arrivo a Roma Termini alle 18,33 oppure alle 17.13, con arrivo a Roma Termini alle ore 18,56.
Pranzo da decidere.

http://www.centroitalianoartecontemporanea.com/?act=mostre&id=70










Visita alla mostra “Tarquinia, una storia senza tempo”

Venerdì 15 febbraio visiteremo la mostra “Tarquinia, una storia senza tempo” di Alberto Placidoli.

Appuntamento alle 17,30 a Via del Mandrione 190 per l’inaugurazione della mostra e la presentazione del libro fotografico.

 

“…Per tutta la vita la fortuna m’è corsa appresso senza riuscire ad acciuffarmi. Ho vissuto come un morto: nella memoria, nella fantasia degli altri…”

Con queste amare parole si concludeva il 18 giugno 1959, la vita di Vincenzo Cardarelli, nato a Corneto Tarquinia il 1 maggio 1887, registrato all’anagrafe con il nome Nazzareno Caldarelli.

A 54 anni dalla scomparsa il poeta rivive nelle immagini del libro “Tarquinia, una storia senza tempo” che il fotografo romano Alberto Placidoli ha dedicato alla città etrusca per eccellenza e al suo illustre figlio. Con questa pubblicazione il fotografo si unisce al coro, sempre più numeroso, di coloro, concittadini e non, che vogliono restituire all’uomo e poeta Cardarelli quel valore che gli fu negato durante tutta l’esistenza di “vagabondo tra gli uomini del mondo”.

Alberto Placidoli lo ha interpretato attraverso un uso sapiente e coinvolgente dell’immagine fotografica in bianconero, a volte dura e critica, a volte dolce e poetica. Angela Di Curzio scrive nel suo testo “…la poesia e la fotografia. Due vie parallele, ovviamente diverse, ma con la possibilità di renderle sovrapponibili. Ecco che è possibile riflettere sulla capacità della poesia di farsi immagine e su come, viceversa, il fascino di una immagine fotografica possa stimolare suggestioni poetiche”. Così, attraverso un percorso ideale tra le mura, i vicoli e la campagna ai margini della città, entrano ed escono di continuo chiari riferimenti al poeta.

Conoscitore del linguaggio della fotografia l’autore ricorre spesso alla simbologia e alle figure retoriche per mettere in evidenza il rapporto di Cardarelli con la Tarquinia sognata e idealizzata, con il padre, la donna, la nostalgia, la solitudine. Cosa possono essere dunque i forti contrasti di luce o le spighe di grano frammiste alle graminacee mosse dal vento o i graffi su un muro se non simbolo e metafora della umana fragilità e debolezza dell’uomo nel mare tempestoso della vita?

Il libro, stampato in duotone in modo impeccabile dalla tipolitografia Lamberti Domenico di Tarquinia, ha il formato esterno 24,5×33 e contiene testi del critico fotografico Roberto Mutti, della storica dell’arte Angela Di Curzio e dell’esperto di fotografia analogica e digitale Maurizio Lupi, che ha realizzato il DVD che accompagnerà l’opera nelle sue presentazioni a Tarquinia, Roma e Civitavecchia. Farà da cornice alla presentazione del volume la mostra fotografica, curata da Maurizio Lupi, voluta dal Presidente della Pro Loco di Tarquinia Paola Peparello, composta da oltre metà delle 94 immagini contenute nel libro.




Edward Weston a Foligno

Il 10 febbraio ci siamo recati in treno a Foligno per visitare la mostra del grande Edward Weston.
Tutte le immagini in mostra mettevano in evidenza la raffinata e ossessiva ricerca di Weston nel campo della luce. La splendida giornata è stata coronata dal pranzo in un’ottima trattoria di Foligno.

CIAC – Centro italiano Arte Contemporanea, Foligno

Centodieci opere fotografiche originali per una monografica “a stampa ai sali d’argento” che non si vedeva da oltre 20 anni. Bianchi e neri ad arte che portano la firma di uno dei maestri indiscussi della storia e dell’arte fotografica: Edward Weston (1886-1958). Così il CIAC di Foligno dopo l’esperienza nell’Ex Ospedale Sant’Agostino a Modena riporta in Italia la luce definita e assoluta di uno dei più grandi autori del secolo scorso.

Nato in un sobborgo di Chicago, Edward a soli 16 anni scopre il fascino dell’obiettivo grazie alla Kodak Bull’s Eye #2 regalatagli dal padre. Attrazione fatale. Da quel giorno non smise più di fotografare. Un amore durato per tutta la vita, l’unico a dispetto di amanti, modelle e muse che si succedettero negli anni marchiando profondamente ogni sua fase artistica. Ad ognuna la sua ispirazione, ad ognuna un approccio alla fotografia diverso. Margrethe Mather, Tina Modotti, Sonya Noskowiak, Charis Wilson: donne che lo segnarono per sempre.

12 stampe 1 dollaro – servizio porta a porta: cominciò così l’apprendistato itinerante di Weston. Sempre in giro, sempre in strada, colto da un’insaziabile fame di stimoli culturali. Si lasciò sedurre dal pittorialismo europeo d’inizio secolo durante la breve e proficua parentesi accademica. Un periodo di ricerca formale che abbandonò nel periodo postbellico, 1919, a favore di uno sperimentalismo astratto. “La fotocamera deve servire a registrare la vita, a rendere la sostanza stessa e la quintessenza della cosa in sé, si tratti di acciaio lucido e carne palpitante. Non rinuncerò a nessuna occasione per fissare interessanti astrazioni, ma sono profondamente convinto che l’unica via per accostarsi alla fotografia passa attraverso il realismo“. Così ebbe a scrivere a proposito dei due orientamenti, astrazione e realismo, che caratterizzarono prepotentemente le opere dei decenni successivi.

E proprio in questo periodo a cavallo dei due conflitti mondiali si collocano quegli scatti “fuori dal tempo” celebri in tutto il mondo che tanto amarono i suoi yankee e lo consacrarono definitivamente. Paesaggi e nature, uomini e donne, soggetti e oggetti impressi con una chiarezza formale indescrivibile fissata in uno spazio trascendente. Attimi di pura forma espressiva in cui si “tocca” con occhi e mente la poetica di Weston: visualizzare dentro di sé la fotografia prima ancora di realizzarla, avere chiaro il risultato finale prima di scattare. L’intelligenza e l’abilità dell’uomo che si fonde alla tecnica del mestiere e viceversa, più un tocco di immaginazione creatrice che fa della fotografia arte.

Di questa feconda maturità artistica rimandano anche le foto in mostra. Il genio compositivo e il talento danno vita a capolavori: nudi incantevoli di donne, spesso parziali, di elegante sensualità, ortaggi e conchiglie simili a sculture dei quali fa emergere il tessuto delle forme, paesaggi nitidi stagliati nel mondo e dal mondo. Metafore visive degli elementi stessi della natura. Immagini di maniacale perfezione e ostinata purezza che non richiedono alcun tipo di artificio. Dei piccoli gioielli che paiono animarsi da sé.

INFORMAZIONI UTILI

EDWARD WESTON. Una retrospettiva
curata da Filippo Maggia
Sede: CIAC (Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno), via del Campanile 13
Durata: dal 16 dicembre al 17 febbraio 2013
Orari apertura: venerdì-sabato-domenica, ore 10-13 e 15.30-19
Ingresso 4,00 euro Gratuito per i minori di anni 18 e per gli ultra 65 anni. Visite guidate su richiesta senza alcun costo aggiuntivo
Editore: SKIRA
Ufficio stampa: LUCIA CRESPI
Email: [email protected]
Info: tel 0742 357035; 347 4581221

 




Incontro su Elliott Erwitt venerdì 18 e visita mostra

Venerdì 18 gennaio si terrà l’incontro sul fotografo francese Elliott Erwitt, famoso per l’ironia dei suoi scatti di strada.

L’incontro si terrà alle 19 nella nuova sede dell’associazione in Via della Venezia Giulia 69.
L’ingresso è libero.

Con l’occasione organizzeremo una visita collettiva sabato 19 o domenica 20 alla mostra di Erwitt esposta a Palazzo Incontro in Via dei Prefetti, 22.